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NOTIZIA BIBLIOGRAFICA

Notizie bibliografiche dal numero ANNO L, n. 1 - giugno 2010

ROSSANO PAZZAGLI – Il sapere dell’agricoltura. Istruzione, cultura, economia nell’Italia dell’Ottocento, Milano, Franco Angeli, 2008, pp. 335.
Il volume di Rossano Pazzagli presenta una ricerca sulla nascita e lo sviluppo dell’insegnamento agrario in Italia, dai primi esempi di inizio ’700 fino all’affermarsi della professione dell’agronomo nel corso del XIX secolo. Obiettivo fondamentale dell’opera è esaminare la nascita delle forme di insegnamento e trasmissione delle conoscenze agrarie nell’Italia pre-unitaria, alle quali si possono direttamente collegare gli sviluppi economici e sociali del settore agricolo. La ricerca si colloca tra la fondazione delle prime scuole negli stati più sviluppati come la Toscana, tra cui vanno ricordati l’Istituto agrario di Meleto e l’Accademia dei Georgofili, e le scuole agrarie di metà ’800 in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli. L’indagine è svolta attraverso il contributo storiografico dei più importanti autori sulla materia e fondata su numerose fonti archivistiche e documentarie, dai carteggi alla pubblicistica, tra cui spiccano le carte dell’archivio di Cosimo Ridolfi, fondatore della prima scuola agraria italiana.
L’opera mette in risalto la profonda mutazione del ruolo dell’insegnamento agrario nel corso di questi due secoli. Se le prime istituzioni avevano il compito di diffondere norme primarie ma essenziali in realtà dove erano ancora elevati i tassi di analfabetismo, la struttura dell’istruzione è profondamente mutata nel finire del XIX secolo, in cui, con provvedimenti legislativi rintracciabili in tutta Europa, si perseguì l’obiettivo di creare sistemi di istruzione agraria sia a livello nazionale che a livello locale. Se al finire del ‘700 l’iniziativa era esclusivamente privata, solo un secolo dopo è lo Stato motore dell’istruzione in campo agrario: è del 6 giugno 1885, infatti, la legge n. 3141 che, riordinando la materia, assicurava la possibilità di istituire scuole pratiche di agricoltura in ogni provincia di Italia. Risulta, così, confermato l’obiettivo da parte dell’Autore di segnalare, con precisi esempi storici, il legane positivo tra sviluppo delle conoscenze e mutamento della struttura socio-economica anche in ambito agricolo.

ZEFFIRO CIUFFOLETTI – Alla ricerca del «vino perfetto». Il Chianti del Barone di Brolio. Ricasoli e il Risorgimento vitivinicolo italiano, Biblioteca dell’archivio storico italiano XXXIV, Leo Olschki editore, Firenze, pp. 179.
Alla ricerca del «vino perfetto» è un’opera che traccia un profilo nuovo di Bettino Ricasoli, noto uomo politico del XIX secolo, a cui grandi meriti si debbono per la fondazione dell’Italia unita. In tale contesto, però, si vogliono mettere in luce altri caratteri peculiari del Ricasoli e, in particolare, la sua attività di imprenditore vitivinicolo. Il Barone di Brolio, infatti, si impegnò arduamente nel territorio del Chianti per la produzione di un vino di alta qualità, che potesse reggere il confronto con il mercato internazionale, allora in mano ai vini francesi del Bourdeaux e della Borgogna. A testimonianza di tale tentativo, sono riportati i carteggi tra lo stesso Ricasoli e il Prof. Cesare Studiati, docente di chimica e fisiologia all’Università degli Studi di Pisa. Il rapporto tra il Prof. Studiati e Bettino Ricasoli nacque in occasione dell’Esposizione agraria toscana, allestita nei palazzi reali delle Cascine di Firenze del 1857 ed ebbe modo di intensificarsi nel corso di quegli anni anche in seguito alla partecipazione di entrambi alle attività dell’Accademia dei Georgofili.
In particolare, nell’appendice del volume, vengono riportate sessantadue lettere, in gran parte inedite e provenienti direttamente dal Fondo Ricasoli, posseduto dall’Archivio di Stato di Firenze. Il primo documento pubblicato è datato 10 dicembre 1859, mentre l’ultima lettera è datata 26 dicembre 1876, quattro anni prima della morte del Ricasoli. In tali manoscritti sono approfonditi i tentativi del Barone di far evolvere il sistema di produzione del vino nelle sue tenute di Brolio per il raggiungimento della più alta qualità e l’appassionante dialogo con il Prof. Studiati, diventato vero e proprio amico, sulla possibilità di raggiungere tale scopo attraverso l’utilizzo delle più moderne conoscenze teoriche e tecniche.

PAOLO PIRILLO (a cura di) – Passignano in val di Pesa. Un monastero e la sua storia. Una signoria sulle anime, sugli uomini, sulle comunità (dalle origini al sec. XIV), Biblioteca storica toscana, a cura della deputazione di storia patria per la Toscana, Leo Olschki editore, Firenze, 2009, pp. 318.
Primo di due volumi dedicati alla storia del monastero di Passignano, il curatore e tutti gli autori si concentrano sul profilo storico del monastero di San Michele Arcangelo a Passignano, luogo di notevole importanza per la storia della congregazione vallombrosana a cui appartiene, a cui fa riscontro la ricchezza dell’archivio storico dell’ente. Tale contributo si inserisce all’interno di quel percorso di studio e ricerca iniziato da Johan Plesner e proseguito da Elio Conti per la storia del medioevo toscano, delle campagne e dei rapporti tra città e contado. I contributi inclusi in tale volume centrano l’obiettivo di interrogare l’archivio dell’Abbazia vallombrosana con quesiti e strumenti nuovi rispetto agli studi precedenti, pur restando con essi in continuità. Molteplici sono, infine, i profili e le metodologie di analisi utilizzate dagli autori dei saggi: dall’analisi storica e storiografica, alle origini e sviluppi architettonici dell’abbazia, fino all’esame del contesto politico che ha coinvolto l’Abbazia nel corso dei secoli.
Gli interventi sono di G. Cherubini su Passignano nella storiografia; I.S. Salazar su il territorio prima del Monastero; della dedicazione a San Michele Arcangelo tratta A. Benvenuti; su Vallombrosa tra XI e XII secolo è l’intervento di F. Salvestrini; E. Faini propone una lettura politica di Passigano e i Fiorentini tra l’XI e il XIII secolo; Il Monastero e la nobiltà è il tema di M. E. Cortese; l’intervento di S. M. Collavini è sui poteri signorili nell’area di Passignano; T. Casini su l’abate e gli nomine di Poggialvento; P. Pirillo su le dispute tra il Comune e l’abate nei secoli XIII e XIV; L’architettura e l’uso delle acque sono i temi degli interventi di I. Moretti e G. Papaccio.

a cura della Redazione

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